Parte 5
Asuka si era sentita
poco bene, ed aveva dovuto allontanarsi da Steve e recarsi ai servizi. Lì si
era data una rinfrescata al volto, poi aveva guardato con diffidenza la propria
immagine riflessa nello specchio. Tenendosi una mano sulla fronte, aveva percorso
il corridoio fino alla stanza di Hwoarang. Ancora prima di varcare la soglia,
aveva percepito nell'aria qualcosa che non andava, qualcosa di sbagliato…
Entrò. C'era uno spettrale silenzio, rotto soltanto dai bip nervosi dell'apparecchio
di monitoraggio di Kazuya Mishima, in coma irreversibile con il viso sereno
di un angelo cherubino. Il letto di Hwoarang era ancora disfatto dopo il frettoloso
trasferimento nella sala operatoria. Sopra al letto c'era un foglio di carta
bianco stropicciato, ed una busta gialla strappata in due. Erano documenti dell'ospedale.
Asuka si avvicinò al letto, prese in mano il foglio e lo lesse. - Allora è così…-
mormorò la ragazza, lanciando un'occhiata di sottecchi a Kazuya.
Non aveva voglia di piangere ancora. Non si era accorta che, spostando il foglio
di carta, aveva svelato una piccola macchia di sangue ancora fresco. Asuka la
controllò, poi, con un'occhiata più accurata al pavimento, intravide una pista
di goccioline di sangue. Uscì dalla porta, continuando a seguire la pista. Il
sangue era sempre di più. E lei accelerava gradualmente, stringendo nel pugno
il foglio che attestava che Hwoarang fosse figlio di Kazuya.
Ad un certo punto si arrestò. Quello che vedeva le aveva bloccato il respiro.
Steve era riverso sul lucido pavimento in linoleum, con la camicia ormai inzuppata
di sangue. Si chinò su di lui, e lo girò. Gli tastò la gola. Respirava ancora,
seppur molto debolmente.
La ragazza stava cercando con tutte le sue forze di trattenere le lacrime. Steve
era in stato di semi-incoscienza. Gli occhi castani erano ancora socchiusi.
- Steve!- mormorò Asuka, sentendo che la mano che teneva sotto alla schiena
di Steve si bagnava di sangue. Steve sbatté debolmente le palpebre.
- Devil. Jin. Jin è innocente.- rantolò il ragazzo.
- Aspettami qui. Non morirmi, dannazione!- strillò Asuka, alzandosi e ripercorrendo
il corridoio alla ricerca di un medico. Era un ospedale, possibile non ci fosse
neppure un medico?? Asuka sentì alle sue spalle rumore di passi furtivi.
Quando si girò, vide un medico, probabilmente un appartenente dell'equipe che
aveva operato Hwoarang. Aveva ancora la mascherina che gli copriva la bocca.
- Ho bisogno di un aiuto!- disse Asuka, andandogli incontro. Il medico non le
rispose, ma si limitò ad annuire. La ragazza lo squadrò Era un po' troppo sottile
e gli occhi scintillavano in una maniera un po' strana, ma a quanto pare era
l'unica possibilità per Steve di salvarsi.
Asuka corse fino a dove aveva lasciato Steve e il medico la seguì. Quando arrivarono
sulla scena, il medico parve rimanere interdetto un attimo, poi scosse la testa
e si chinò sul ragazzo. Senza fare molta fatica lo sollevò. Asuka non emise
fiato.
Con andatura per nulla rallentata il medico portò Steve fino alla stanza di
Hwoarang e lo posò su uno dei letti liberi. Asuka si tenne in disparte, osservando
con diffidenza i movimenti sin troppo furtivi del medico. Con un gesto brusco
il medico girò il ragazzo a pancia in giù e strappò la camicia grondante di
sangue. La ragazza, alla vista della ferita, trattenne a stento un conato. Il
medico, con una strana sicurezza, tastò la ferita. Asuka strinse i denti quando
avvertì un gemito di dolore uscire dalle labbra di Steve. Il medico poi si guardò
attorno( soffermandosi, come notò Asuka, su Kazuya) e si avvicinò al carrelino
posto in fondo al letto di Hwoarang. Studiò attentamente gli strumenti posati
sopra in bell'ordine, poi prese in mano un bisturi. Asuka alzò un sopracciglio,
pensando "Dio mio, ma chi è?". Il medico estrasse dalla tasca del camice un
accendino e tenne la fiamma sotto alla piccola lama del bisturi, fino a farla
diventare quasi incandescente. Poi si avvicinò al letto di Steve e Asuka stava
per muoversi per togliere il ragazzo dalle sue mani.
Il medico girò lo sguardo su di lei, come per dirle
" Guarda e impara". C'era qualcosa di ostile, in quegli occhi. Asuka si premette
una mano sulla bocca quando vide il medico immergere il bisturi incandescente
nella ferita di Steve. Il grido del ragazzo si propagò in tutta la stanza, ma
il medico non sembrava intenzionato a voler togliere la lama. Asuka scattò accanto
al letto, per scansare il medico, che invece la fermò.
- Cauterizzare la ferita. Una delle prime norme della sopravvivenza.- si sentì
dire. Era una voce rude, ma non maschile.
- Chi sei?- chiese Asuka, mentre il medico toglieva soddisfatto il bisturi dalla
ferita.
- Ha perso molto sangue e ha perso i sensi. Dovrebbe riprendersi fra poco.-
disse il medico, brusco, guardando però verso Kazuya. Asuka stava per fare un'altra
domanda, ma il medico corse fuori dalla stanza. La ragazza avrebbe tanto voluto
seguire il personaggio misterioso, ma aveva Steve a cui pensare. Il ragazzo
cercava di soffocare gemiti di dolore, ma non ci riusciva. Sembrava stesse piangendo.
Asuka si avvicinò cautamente a lui, e gli posò delicatamente una mano sulla
schiena. STeve sobbalzò poi si girò verso di lei. Asuka fece due passi all'indietro:
il ragazzo era molto pallido in volto e sembrava soffrire tantissimo, ma almeno
dalla ferita sulla schiena, che aveva assunto uno spiacevole color marroncino,
non sgorgava più sangue.
-Perdonami…Pensavo fosse un medico!- mormorò Asuka, accarezzandogli la fronte.
Steve tra le lacrime sorrise cupamente.
- Perché mi ha salvato la vita…Perché…- biascicò il ragazzo, alzandosi a fatica.
- Lo conoscevi?- chiese Asuka, senza parole.
- E certo: era mia madre!Nina Williams…- mormorò Steve, abbassando lo sguardo
a terra. Steve aveva intuito che fosse Nina, solo sentendo quel profumo che
aveva solo lei. E poi si era sentito veramente tra le braccia di una madre…ma
perché Nina l'aveva salvato? Non c'era tempo di pensare a lei: Nina ormai faceva
parte di una vita che aveva messo da parte.
Hwoarang, invece, faceva parte della sua vita attuale. Anzi, era il fulcro attorno
a cui ruotava la sua esistenza. Steve si sentiva in dovere, verso di lui, e
doveva salvarlo, ancora una volta. Il ragazzo indossò la camicia sporca di sangue.
Asuka lo stava squadrando, preoccupata.
- Steve. Adesso devi riposarti…- mormorò la ragazza. Il ragazzo scosse la testa,
e quasi zoppicando uscì dalla stanza.
Asuka lo seguì con lo sguardo fino a quando non girò l'angolo, con uno strano
presentimento in fondo al cuore. Infatti, pochi secondi dopo, Steve risbucò
dal corridoio, quasi correndo. Sembrava spaventato a morte.
- Asuka!- la chiamò, quasi gridando. La ragazza imprecò mentalmente contro la
disorganizzazione dell'ospedale. Perché non c'era mai nessuno? Eppure il primo
giorno le era parso che ci fossero fin troppi medici…
-Vieni con me!- le disse il ragazzo, invitandola a seguirla. Asuka si fermò
sulla soglia della saletta d'attesa adiacente alla sala operatoria, incredula
a ciò che aveva sotto agli occhi. Una decina di medici erano riversi l'uno sull'altro,
con le teste fracassate, immersi in una pozza di sangue. Doveva essere stato
qualcuno con una forza sovrumana, a fare ciò.
- Devil…- mormorò Asuka, istintivamente. Intanto Steve era entrato nella saletta
operatoria. Hwoarang non era più collegato al respiratore e giaceva inerte sul
pavimento, in una posizione innaturale. Steve lo girò e gli tastò la gola. Il
battito non c'era più. Cercando di mantenersi freddo, cercò di rianimarlo. Asuka
si portò la mano alla bocca, per soffocare l'urlo. Possibile fosse stato Jin
a fare tutto ciò? Nina era implicata nella faccenda? Steve premeva febbrilmente
le mani sul torace di Hwoarang, imprecando di tanto in tanto. Ad un certo punto
si mise a piangere.
- Hwoarang. Ti prego. Non puoi permettere che Kazama ti sconfigga così!- disse
Steve, tra le lacrime.
- Amico mio, sei tutta la mia vita. Non puoi lasciarmi così, cazzo!- Asuka si
chinò accanto a Steve, e gli posò la mano sulla spalla.
- Non c'è più nulla da fare.- mormorò la ragazza, sforzandosi di mantenere un
tono tranquillo. Ma Steve continuava a premere le mani sul petto di Hwoarang,
premendo ad intervalli irregolari le proprie labbra su quelle di Hwoarang.
- HWOARANG! NON PUOI FARTI SCONFIGGERE COSI'!- gridò il ragazzo, disperato ed
arrabbiato assieme. Asuka sentì dai passi alle sue spalle. Era Nina Willaims.
Si era tolta la mascherina e guardava con occhi preoccupati Hwoarang sdraiato
sul pavimento.
- Fox!Non piangere come una femminuccia, per il tuo amico c'è ancora una speranza…-
disse la donna, sprezzante. Steve si girò, con le fiamme in fondo agli occhi.
- E quale sarebbe?- ringhiò il ragazzo. - Seguimi.- Sulla Scena era sceso uno
strano silenzio. Steve fissava sua madre con gli occhi ribollenti d'odio, Nina
passava nervosamente lo sguardo da suo figlio al cadavere di Hwoarang. Asuka
si era tirata in disparte, incapace di distogliere lo sguardo dal pavimento.
- Steve, non c'è molto tempo!- disse Nina. Il ragazzo sentì nella voce di sua
madre una nota d'urgenza, che prima d'allora non c'era mai stata.
- Fidati di me, ti prego. Oppure non rivedrai più il tuo amico- Asuka alzò lo
sguardo sulla donna. Sembrava molto spaventata. Ma Steve era di ghiaccio.
- Cosa vorresti fargli, troia?- ringhiò Steve, alzandosi e mettendosi come se
volesse fare da scudo a Hwoarang.
- Steve, non è il momento di litigare. Pensavo ci tenessi di più, al tuo amico.-
sibilò Nina, gelida.
- Fidati di lei…- mormorò Asuka. Steve girò lo sguardo sulla ragazza, poi sospirò
e si chinò su Hwoarang, poi si sollevò il cadavere in spalla.
- Ti seguo- Steve sembrava non percepire più il dolore della ferita, e camminava
spedito, tenendo in spalla il cadavere seminudo di Hwoarang. Nina camminava
con la sua consueta sicurezza. Asuka chiudeva il corteo. Allora alla fine Hwoarang
era morto…e Nina, malgrado fosse capace di fare praticamente tutto, certamente
non sarebbe riuscita a riportarlo in vita. Forse stava cercando di incastrare
Steve. Nina, in fondo, era un essere fatto d'odio…sicuramente stava escogitando
qualcosa. La donna svoltò nella stanza dove era stato ricoverato Hwoarang. Steve
la seguì. Quando Asuka entrò, Nina era china su Kazuya. Steve la stava guardando
con diffidenza.
- Che cosa stai combinando?- chiese.
- Stai zitto, e posa il tuo amico sul letto qui di fianco.- mormorò Nina, mentre
trafficava con qualcosa nella tasca del camice. Asuka vide un oggetto scintillare
nella mano della donna. Steve, intanto, aveva adagiato Hwoarang sul letto libero.
Nina, con un coltello a serramanico, praticò un piccolo taglio sul torace di
Kazuya, appena sotto alla gola, taglio da cui aveva cominciato ad uscire parecchio
sangue. Asuka strinse le labbra, disgustata.
- Cosa diavolo stai facendo??????-sbottò Steve. Nina si sporcò due dita con
il sangue di Kazuya.
- Devil sente l'odore del sangue dei suoi simili. Anche Hwoarang è un Mishima,
ed in lui c'è Devil. Se vuoi salvare il tuo amico, Steve, ti conviene fare a
modo mio.- disse Nina, disinteressata.
- Perché? Perché vuoi aiutarlo?- chiese Steve. Dal tono della sua voce, Asuka
intuì che cominciava a credere a quello che stava dicendo Nina.
- ho un debito verso di te, Steve. Sono una persona onesta, malgrado tutto.-
mormorò Nina, cupa. Steve si frapponeva fra lei e Hwoarang, ma era evidente
che il ragazzo stesse cedendo.
- Adesso lasciami fare il mio lavoro.- disse Nina. Steve, finalmente, si spostò
di lato. Nina si chinò su Hwoarang e, con un gesto rapido, con le dita sporche
di sangue tracciò sul torace del ragazzo un simbolo.
- Ma è lo stesso tatuaggio che c'è sulla spalla di Jin…- Asuka si era lasciata
scappare quel commento, ma né Nina ne Steve parvero ascoltarla.
- Tra pochi secondi si sveglierà ma…-
Nina si bloccò. Steve le stava stringendo il polso.
- Lo sapevo che c'era la fregatura. A cosa è riferito quel ma?- - Non so se
sarà Hwoarang a svegliarsi…- ------------
Steve non avrebbe caricato il pugno in quella maniera nemmeno se si fosse trovato
davanti Paul Phoenix. Il colpo andò a segno, ma Nina girò semplicemente il volto
di lato. Era abituata a ben peggio. Asuka non era stupita più di tanto della
reazione del ragazzo: se lei fosse stata in lui, avrebbe fatto ancora di peggio.
- Puttana- sibilò Steve, sputando ai piedi di sua madre. Nina era di ghiaccio.
- Me lo meritavo- disse la donna, massaggiandosi lo zigomo. Steve e Nina sobbalzarono
all'improvviso. Hwoarang si stava svegliando. Nina scavalcò in fretta e furia
il letto di Kazuya, portandosi vicina ad Asuka. Invece Steve era come immobilizzato
a guardare il suo amico che stava, finalmente, riaprendo gli occhi. Il segno
fatto con il sangue sul torace del ragazzo cominciava a svanire, come se il
corpo di Hwoarang lo stesse assorbendo. A Steve non importava nemmeno, se Hwoarang
si fosse svegliato come Devil: quello che più gli importava era di vederlo vivo.
O forse non era così? Le palpebre livide di Hwoarang si aprirono lentamente…
Steve era troppo vicino… Letalmente vicino… Nina ed Asuka avevano paura per
lui. Sicuramente le cose sarebbero andate nel peggior modo possibile.
-Steve…- gemette Hwoarang, con voce roca. - Sono qui- mormorò Steve, visibilmente
emozionato.
- Mi sento strano. Ho voglia di…uccidere…- L'ultima parola risuonò nella stanza
come una frustata. - Hwoarang, ascoltami. Non devi ascoltare la voce di Devil.
Cercherà di corrompere la tua anima…- disse Steve, calmo, posando entrambe le
mani sulle spalle dell'amico. In fondo agli occhi di Hwoarang passò un bagliore.
- Sono un Mishima. Ma non sono come loro. Devil mi dice che…tu…devi morire…-
biascicò Hwoarang, girando la testa di lato, per guardare suo padre. Steve strinse
la presa sulle spalle del ragazzo.
- Non vorrai fare la stessa fine di Kazama, vero?- Steve sapeva fin troppo bene
che l'unico punto debole di Hwoarang era Jin. Era venuto il momento di sfruttarlo.
- Anche lui deve morire…- affermò Hwoarang, gelido. Steve vide di nuovo quello
strano bagliore passare negli occhi del suo amico. - Hwo…- Quello che successe
fu così rapido che Steve se ne accorse a malapena. Nina ed Asuka avevano abbassato
la guardia e stavano ascoltando Steve parlare con Hwoarang, quando Asuka all'improvviso
strillò. Steve non fece in tempo a girarsi che sentì un colpo brusco. Asuka
era stata scagliata contro il muro da… La sagoma di Jin proiettava sul pavimento
un'ombra oscura. Steve stava per scattare da Asuka, ma vide che Jin teneva la
mano stretta sulla nuca di Nina, che sembrava reprimere a fatica una smorfia
di dolore. - Ma bene bene bene… Hai la scorza dura, amico, eh? Bè, mi è dispiaciuto
molto, per la perdita di Hwoarang…- sghignazzò Jin, stringendo sempre di più
la mano sulla nuca di Nina. Steve lanciò uno sguardo preoccupato ad Asuka poi
si mise in posizione di guardia.
-Ti sbagli. Io non sono morto, Kazama.- disse Hwoarang, roco, alzandosi a sedere
sul letto.
- Scansati Fox, o questa maledetta puttana farà una brutta fine…- sibilò Jin.
Nina si lasciò sfuggire un gemito di dolore. Steve si girò verso Hwoarang. -
Non sei in grado di affrontarlo…Sei ancora troppo debole!- lo pregò. Hwoarang
scese dal letto.
- Sto una meraviglia, Fox. Ora lascia discutere noi grandi.- mormorò Hwoarang.
Steve stava facendo da scudo a Hwoarang con il proprio corpo. - Hai sentito,
Steve? Nemmeno il tuo amico ti vuole tra i piedi…Togliti…- disse Jin, euforico,
mentre sollevava Nina a mezz'aria. - Non vi permetterò di ammazzarvi l'un con
l'altro!- disse Steve, deciso. All'improvviso sentì la mano di Hwoarang posarsi
sulla sua spalla e poi una forza che non poteva appartenere a nessun essere
umano lo scaraventò contro la parete. Steve finì a terra, dopo il violento impatto.
- Finalmente…- rise Hwoarang, ma non era Hwoarang. Era Devil. Jin lasciò andare
Nina. - Adesso o te ne vai con tuo figlio e la sua fidanzatina, o vi ammazzo
tutti e tre. Via di qui.- disse Kazama. Nina Williams guardò una volta in direzione
di Asuka e si soffermò a guardare in direzione di Steve, poi uscì dalla stanza,
lasciando i due ragazzi lì. - Adesso terminerò quello che avevo iniziato…- sibilò
Jin.
Hwoarang teneva i pugni contratti, era in posizione di battaglia, dentro di
sé sentiva solo selvaggia felicità….e voglia di vedere il sangue di Kazama imbrattare
il pavimento tirato a lucido. E non badava nemmeno ai suoi due nemici. Per lui,
in quel momento, nella stanza c'era solo Jin e la debole presenza di Kazuya.
Devil era dappertutto, si poteva respirare nell'aria.
- Bene bene. Ma tu non muori mai? A, giusto, sei un Mishima. I Mishima non crepano
mai. Mio padre ne è un esempio…- ghignò Jin, lanciando un'occhiata sprezzante
a suo padre. Hwoarang sorrise cupamente.
- L'hai mandato tu all'ospedale? Bè, hai fatto proprio un brutto lavoro…e non
sei nemmeno stato capace di ammazzare me. Kazama, presto dovrai arrenderti alla
mia superiorità. Ti batterò.
- Hworang stava camminando verso Jin, sentiva la forza crescergli dentro. Non
si era mai sentito meglio. Aveva sottovalutato il sangue Mishima…Era euforia
primordiale….Pura gioia… - Non mi serve nemmeno alzare le mani, per sconfiggerti.-
asserì Kazama.
- Cosa intendi dire?- chiese Hwoarang.
- Questo…- Jin allungò una mano verso di lui ed utilizzò la forza di Devil per
immobilizzarlo. Hwoarang era sotto il suo potere…ed era in suo potere anche
la parte di Devil rinchiusa dentro Hwoarang… Hwoarang era in vita solo per Devil…Senza
Devil, non ci sarebbe stato più nessun Hwoarang…
- Adesso? Ti basta come dimostrazione- Jin si avvicinava con passo determinato
a Hwoarang, che inutilmente tentava di divincolarsi. Ma il ragazzo non aveva
paura. Lui non sapeva che se Jin fosse riuscito ad impossessarsi di Devil l'avrebbe
ucciso… Con la coda dell'occhio, Hwoarang vide che Steve stava cercando di alzarsi.
- Allora, esprimi il tuo ultimo desiderio…