Parte 6
Steve aveva ricevuto un colpo molto forte, ma non aveva faticato a riprendersi.
Era rimasto solo allibito dal comportamento di Hwoarang…Forse Nina aveva fatto
l'ennesima cazzata… Quando alzò lo sguardo, rimase di sasso. Hworang rimaneva
immobile, mentre Jin lo riempiva di cazzotti allo stomaco. Ma cosa stava succedendo?
Silenziosamente si alzò in piedi e strisciò sotto al letto, in modo da trovarsi
alle spalle di Jin. Hwoarang l'aveva visto, l'aveva intuito dal bagliore degli
occhi. Gli fece segno di fare silenzio, e con un gesto rapido immobilizzò Jin
e lo buttò a terra, e Hwoarang si liberò dalla morsa che lo teneva immobile,
e si gettò carponi sul pavimento, mentre tutto il dolore dei colpi che aveva
incassato lo travolgeva d'un tratto. Jin tentava di divincolarsi, ma la stazza
di Steve bastava per immobilizzarlo, mozzandogli quasi il respiro.
- Appena mi libero, ti ammazzerò, Fox!- urlò Jin. Steve non lo ascoltò. Stava
guardando Hwoarang, che aveva preso a respirare con rantoli
- Scusami Steve…ma Devil è troppo forte…non posso, non ci riesco a fermarlo…-
rantolò, portandosi una mano alla gola. Jin rideva.
- Ma che scoperta! Dai Hwo, Devil ti renderà più forte! Guarda me…- bofonchiò
il ragazzo, con tono soffocato.
- Zitto, Kazama.- gli intimò Steve. Hwoarang all'improvviso alzò gli occhi sul
suo amico.
- Steve, sei sempre stato un grande amico, mi hai sempre aiutato. Adesso devi
aiutarmi un'altra volta. Non posso permettere che Devil mi usi…- mormorò Hwoarang,
alzandosi a fatica ed andando a raccogliere il coltellino di Nina.
- Mi devi ammazzare tu, perché c'è il rischio che Devil si ribelli. Fammi questo
ultimo favore…-
- No, Hwoarang. Non riuscirei mai a farlo.- Steve era spaventato. Non aveva
mai visto quell'espressione sul volto del suo amico.
- Se vuoi ti aiuto io.- disse Jin, euforico. Steve gli mollò un cazzotto che
lo fece zittire.
- Devi imparare a tenerlo sotto controllo, Hwoarang. Devil è innocuo, se lo
si sa gestire. Non puoi lasciarti annientare così.- lo pregò Steve. Sulla guancia
di Hwoarang scorreva una lacrima. - Io non avrei nemmeno voluto venire al mondo,
non avrei nemmeno voluto essere un Mishima….Non voglio tenere dentro di me questo
demone…- mormorò Hwoarang, gettando a terra il coltello e chinandosi di fronte
a Fox.
- Sei forte, Hwoarang. Lo sei sempre stato. Puoi farcela. In fondo, Devil è
sempre stato dentro di te…e tu l'hai tenuto a bada tutti questi anni, da solo…-
gli disse Steve. Hwoarang abbassò lo sguardo a terra.
- Non ho mai capito il perché tu facessi tutto questo per me…Ti avevo sottovalutato,
Fox. Non sei solo dannatamente bravo come combattente…- disse Hwoarang, con
un filo di voce.
- Ma la smettete con queste smancerie?- intervenne Jin, cercando di dibattersi.
Steve abbozzò un sorriso.
- Tu hai bisogno di aiuto, Kazama. Adesso io mi alzo, così sarai libero. Ma
giuro che se scappi ti do tanti di quei cazzotti da farti urlare.- disse Steve,
tranquillo. Hwoarang solo in quel momento girò lo sguardo su Asuka.
- Vai ad aiutarla. Ci penso io, a Kazama.- disse. Steve annuì poi si alzò. Hwoarang
prese Jin per i capelli.
- Allora, ti sono passate le manie di grandezza, Kazama?- chiese Hwoarang, allegramente.
Jin non poteva muoversi, dato che rischiava di farsi strappare tutti i capelli.
- Bastardi. La pagherete, entrambi.- sibilò Jin.
- Ah sì? Dici?- Hwoarang sbadigliò. Sul volto era comparso il solito sorriso.
Sembrava tornato come prima. Steve si chinò su Asuka e la scrollò dolcemente.
La ragazza aprì gli occhi, e quando vide Steve lo abbracciò forte.
- Ho avuto tanta paura…- sussurrò la ragazza a Steve. Il ragazzo perse l'equilibrio
e si sbilanciò in avanti, finendo labbra contro labbra con la ragazza. Hwoarang
alzò un sopracciglio, poi scosse la testa.
- La dannata ciliegina sulla dannata torta…Eh, Kazama?- Hwoarang tirò un po'
di più i capelli a Jin.
- Ahia! Lasciami andare, prometto che non scappo!- lo pregò. All'improvviso
Hwoarang sentì dei rumori di passi percorrere il corridoio, proprio verso di
loro. - E' di là.- Era la voce di Nina Williams. Steve si alzò all'improvviso,
e così fece anche Asuka. La porta della stanza si aprì con un botto secco, e
sulla soglia si stagliò la sagoma di Nina. Dietro di lei c'erano una ventina
di poliziotti, tutti con la pistola spianata. -----------------------------------------------------------------------
Hwoarang vide che le pistole erano tutte puntate verso la schiena di Kazama,
che non aveva capito molto bene cosa era successo. Steve stava facendo scudo
ad Asuka, anche se nessuno pareva interessato a lui, a parte Nina. Hwoarang
non lasciò andare Jin. Pareva un po' seccato dall'improvvisa irruzione.
- Ma che diavolo sta succedendo?- chiese, scocciato, Jin. Hwoarang lanciò uno
sguardo in tralice a Steve, poi ritornò a fissarsi sul volto di un poliziotto
particolarmente brutto.
- Non muoverti o sparo!- sbraitò il poliziotto, con la mano che gli tremava
violentemente. Hwoarang vide che metà delle pistole si erano spostate verso
di lui. Gliele stavano puntando in mezzo alla testa.
- Ehy, ehy…Giù con quei cosi!- disse Hwoarang. Steve continuava a cercare con
lo sguardo una risposta da sua madre, ma Nina non muoveva ciglio. Che diavolo
stava succedendo? Jin si dibatté, e Hwoarang lo lasciò andare. Kazama strusciò
all'indietro, per cercare scudo dietro al corpo di Hwoarang.
- Codardo.- sibilò Hwoarang, senza essere udito. Non poteva muover un muscolo.
Era sotto tiro. Asuka singhiozzò, e il poliziotto che teneva sotto tiro Hwoarang
fece partire accidentalmente un colpo. Ma Steve fu molto rapido. Con uno scatto
di frappose far la pallottola e Hwoarang, prendendo il colpo per il suo amico.
L'unico rimpianto era quello di non poter fare altro per lui. Steve con un tonfo
morbido cadde sul pavimento. Ma non si sarebbe più rialzato. Hwoarang doveva
averlo capito, perché gli occhi gli si riempirono di lacrime. Ma era ancora
sotto tiro, e non poteva permettere che Steve avesse sacrificato la propria
vita per un niente. Vide negli occhi di Nina comparire la disperazione. In quel
momento il ragazzo aveva puntate contro di lui venti pistole, tutte pronte a
far fuoco. Asuka stava piangendo silenziosamente. All'improvviso, però, accadde
qualcosa. Jin, acquattato dietro a Hwoarang, si alzò in piedi. Guardò il corpo
senza vita di Fox, poi alzò lo sguardo sui poliziotti, che caddero contemporaneamente
come birilli.
- Lui era innocente!- sbraitò Kazama, stringendo i pugni. Hwoarang sentiva un
calore strano nella stanza. E Jin, dietro di lui, cominciava già a trasformarsi…
Hwoarang si sentiva svuotato, mentra guardava il sangue uscire dal foro del
proiettile sulla spalla di Steve. Sapeva bene che non avrebbe rivisto più il
suo amico. Lo sapeva, e ciò lo faceva arrabbiare. Dopo tutto quello che aveva
fatto Fox per lui… Avrebbe voluto impedirgli di mettersi in mezzo. Steve aveva
trovato la direzione giusta da vivere, pensò il ragazzo, guardando Asuka, che
si era portata le mani davanti al viso e piangeva silenziosamente. Invece aveva
lasciato tutto, e perché? solo per salvarlo. L'aveva sottovalutato, non pensava
che avrebbe mai fatto una cosa del genere… Ma invece… Lui non avrebbe mai fatto
una cosa del genere, di sicuro… Hwoarang era troppo sconvolto per notare quello
che gli stava succedendo attorno. Era lì, in ginocchio, e davanti a lui Steve
era immobile a terra. Jin stava scatenando il putiferio, intanto. Ma non gli
importava. Steve era morto. Steve era…
-…morto- mormorò Hwoarang, tristemente. Jin aveva ritrovato sé stesso, finalmente.
Devil aveva preso sopravvento, e gli aveva fatto fare cose che ancora gli bruciavano.
Ma che diavolo era successo?
Non gli era mai successo così…Bene o male era sempre riuscito ad usare il potere
di Devil solo quando gli faceva comodo… Come in quel momento, ad esempio. Si
era trasformato, e la stava facendo pagare ai poliziotti. Ma Nina Williams rimaneva
in piedi, immobile come una statua di marmo, con gli occhi fissi sul cadavere
di suo figlio. Era stata proprio la morte di Steve a ridestare Jin. Devil Jin
si fermò soltanto quando l'ultimo poliziotto che gli opponeva strenua resistenza
si accasciò su se stesso.
Uno di quei figli di puttana era riuscito a sparargli, ma l'aveva beccato solo
di striscio. La ferita sulla spalla ancora gli doleva. Jin guardò Nina, che
non si era mossa di un millimetro e teneva gli occhi fissi su suo figlio. Doveva
risparmiarla? In fondo era solo colpa sua se Steve era morto… No, Nina meritava
di vivere. Con il rimorso. Una punizione più che adeguata. Lentamente Jin ritornò
normale e si chinò vicino a Hwoarang.
- Mi dispiace…- mormorò Kazama. Hwoarang si girò verso di lui e gli mollò un
pugno, facendolo cadere all'indietro.
- Pezzo di merda!- gli sbraitò contro Hwoarang, alzandosi. Jin strisciò all'indietro.
Hwoarang gli tirò un calcio al basso ventre, facendolo raggomitolare su se stesso.
Poi iniziò a dargli una sequenza rapidissima di calci allo stomaco. Jin non
aprì bocca. Se lo meritava. Asuka dal suo angolo si mosse e si portò alle spalle
di Hwoarang.
- Smettila per favore!- lo pregò, mentre il ragazzo continuava imperterrito.
- No. Questo stronzo è la causa di tutti problemi! Deve soffrire! Ha provato
ad uccidere Steve, Asuka!- urlò Hwoarang, continuando a dare calci a Jin.
- Per favore.- mormorò Asuka. Hwoarang si fermò un attimo, e con altri tre calci
si fermò definitivamente. Il destino si sa, a volte sa essere crudele. Nessuno
lo sapeva meglio di Hwoarang. Il ragazzo respirava ritmicamente guardando impietoso
Jin a terra, ai suoi piedi. Il suo respiro ritmato, unito ai singhiozzi sommessi
di Nina, che nel frattempo si era inginocchiata accanto a Steve,erano gli unici
rumori che sembravano reali, in quella stanza.
Forse è troppo tardi per tirare fuori lo spirito materno, pensò Hwoarang, in
un angolo remoto della sua mente. Il resto? Vendetta. Steve doveva essere vendicato,
ma era colpa un pò di tutti se il ragazzo era lì a terra, immobile. La persona
che lo meritava di meno. La persona con meno scheletri nell'armadio dei presenti.
Persino Kazuya era ancora vivo.
L'apparecchio di monitoraggio, che Jin non aveva fatto in tempo a staccare,emetteva
il suo pigro bip, ampiamente ignorato. Hwoarang, al solo pensiero di essere
un Mishima, strinse i pugni dalla rabbia. Non solo Kazuya era suo padre, ma
era anche il responsabile della morte di sua madre. E sopprattutto era uno dei
bastardi che gli avevano rubato l'infanzia. Non era Jin la sua valvola di sfogo,
anche se avrebbe meritato di peggio. Kazuya. Era arrivata l'ora di staccare
la spina. Hwoarang sentiva la mano di Asuka contrarsi a scatti sulla sua spalla.
- Ucciderlo non ti servirà a nulla...Steve non avrebbe mai voluto che tu lo
facessi- mormorò la ragazza, con voce stentata.
- Hai ragione. Non è Kazama che deve morire- le disse Hwoarang, asciutto, mentre
Jin alzava gli occhi, lucidi di lacrime di dolore.
- Non ti ringrazierò- sibilò Kazama. Hwoarang lo ignorò. Si guardò attorno.
Asuka, dietro di lui, aveva il volto arrossato dal pianto. Nina era ancora inginocchiata
accanto a suo figlio, e gli accarezzava i capelli. La donna sostenne per pochi
attimi lo sguardo di Hwoarang, poi ritornò a fissarsi su Steve. Kazuya era ancora
nel suo letto, con il volto relativamente sereno. Hwoarang, scivolando dalla
stretta di Asuka, si avvicinò al letto di suo padre, e con un gesto sin troppo
deciso, staccò la spina del respiratore.
- Brucia all'inferno, bastardo!- latrò, sputando a terra e poi cedendo sulle
ginocchia e chinandosi. Finalmente. Tutto quello che aveva passato era stato
pagato. Era stato vendicato. Doveva soltanto piangere tutte le lacrime che non
aveva mai pianto. E non doveva vergognarsene, no. Non più. Pioggia, sì. Anche
il cielo piangeva. Erano in pochi. Troppo pochi. Solo Hwoarang, Asuka e Nina.
Non avevano potuto organizzare un funerale vero e proprio, perchè non c'erano
abbastanza soldi. Avevano scelto di seppellire Steve sul giardino davanti alle
rovine della casa dove aveva abitato da bambino. Era tutto crollato, tutto morto.
Le edere penetravano nelle crepe del cemento.
Una cornice dal vetro spaccato era a terra, accanto alla zolla di terra smossa
per accogliere il corpo di Steve Fox. Asuka e Nina si stringevano sotto ad un
ombrello nero, invece Hwoarang fissava il cielo, bagnandosi il viso. Pioggia
e lacrime. Un lampo passò nel cielo grigiastro. Hwoarang si chinò e posò la
fronte sulla tomba improvvisata di Steve.
-PERCHEEEEEEEEEE'!- Il suo grido risuonò verso il grigio metallico del cielo
di quel quartiere abbandonato da Dio. Hwoarang si alzò di nuovo e guardò verso
destra. Poche case più in là c'erano i resti carbonizzati della sua casa. La
casa dove aveva passato i momenti peggiori della sua vita. Distolse lo sguardo
e si girò verso Nina ed Asuka. La donna e la ragazza erano sconvolte e non avevano
più il coraggio di piangere. Erano entrambe tirate, e Nina apparriva veramente
vecchia come lo era effettivamente. Hwoarang si avvicinò con un passo ad Asuka
e la abbracciò forte.
- Allora è vero...- mormorò Asuka, ricominciando a piangere. I due si separarono.
Hwoarang guardò Nina.
- Era un bravo ragazzo. Anche se ha avuto una madre come te.- sibilò, senza
riuscire a trattenere la sua ostilità nei confronti di quella donna. Poi sparì
tra la pioggia, ed Asuka lo guardò finchè tra la pioggia che cadeva non si scorse
più nulla.